Pure il nostro MCL, che è – non dimentichiamolo – non solo un Movimento d’impegno e di servizio sociale ma anche un Movimento di testimonianza evangelica e d’impegno ecclesiale, con gioia si prepara a vivere la nuova stagione della Chiesa che è in Italia. Due saranno gli Eventi fondamentali che segneranno il futuro prossimo della vita della Chiesa nel nostro Paese. Entrambi gli avvenimenti dovrebbero segnare, e sicuramente segneranno, la storia presente e futura del nostro Movimento e del nostro impegno personale ed ecclesiale.
Il primo, certamente più importante e subitaneo avvenimento è la scelta da parte della CEI, con la nomina da parte del Santo Padre, del nuovo Presidente della Conferenza episcopale italiana. Di conseguenza, quindi, l’eventuale rinnovamento di tutte le cariche pastorali, e gli uffici inerenti la stessa CEI.
Sin da ora vogliamo porre alla nostra attenzione di preghiera e sotto i migliori auspici di Grazia il mandato, per incarico del Santo Padre, che il nuovo Presule è tenuto a svolgere come guida pastorale dell’intero episcopato italiano. Con gioia da subito ci proponiamo ad aderire alla “nuova stagione” della Chiesa italiana, che si presenterà al nostro cospetto di cristiani e di uomini associativamente impegnati nel Movimento Cristiano Lavoratori.
Il secondo evento, dopo l’estate, che ci vedrà protagonisti assieme a tutta la Chiesa italiana, seppur attraverso la diretta partecipazione solamente di una nostra ristretta delegazione, è la 48a Settimana Sociale dei Cattolici italiani di Cagliari, al cui centro del dibattito vi è il tema del lavoro: “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”. Anche in tal caso, come MCL sin da ora ci stiamo impegnando (cfr. Summer School dei giovani – il Seminario di Senigallia per tutti i quadri dirigenti e associati), ma sempre più ci impegneremo a che il nostro contributo fattivo e d’idee a proposito del fatto che il lavoro ci sia; e del fatto che esso possa avere per ciascun uomo quelle qualità e caratteristiche di cui sopra. Il nostro contributo al tema deve essere tangibile in quella assise, così come nel proseguo del cammino sociale che andiamo svolgendo.
Se ciò è vero, è altresì importante allora spronarsi a vicenda all’interno della nostra Associazione a vivere il lavoro come “libero” per tutti, in cui ognuno possa esprimere al meglio le sue potenzialità; perché esso conseguentemente possa rivelarsi anche come “creativo”; solo così, infatti, si ha una “partecipazione” veramente fattiva e democratica di tutti gli associati alla costruzione del bene comune del Movimento; tale da esprimere un’autentica se non addirittura un’evangelica “solidarietà” fra tutti noi. Ciò, dovremmo tendere a vivere in tutti i nostri uffici, sia a livello locale, che a livello nazionale.
Non che tali caratteristiche o qualità del lavoro non siano già praticate al nostro interno, tutt’altro. Ma è pur vero che da questo punto di vista non si fa mai abbastanza o che comunque bisognerebbe fare di più, affinché anche al nostro interno le prestazioni di lavoro siano sempre più libere, creative, partecipative e solidali.

Vostro
Don Ernesto Lettieri
Assistente Ecclesiastico Nazionale